L'adolescenza è un percorso ad ostacoli
Salve! Sono Giuliano e ho 33 anni. Il periodo più traumatico, per me, è stato quello delle medie. I miei genitori si erano separati da poco (facevo la 5 elementare). Sono arrivato alle medie in preda a un totale disorientamento. Alcuni compagni me li portavo proprio dalle elementari, o comunque dall'infanzia. Sono stato fortunato, perché gli elementi davvero turbolenti erano pochi. C'era un ragazzo che amava particolarmente farsi valere fisicamente sui più piccoli. Si è fatto valere anche su di me, ed aveva le mani pesanti. Una volta lo denunciai ad un professore, e alla fine delle lezioni scappai a casa terrorizzato. Ma in tre anni, a parte qualche scherzo idiota, qualche sberla, non mi è mai successo niente di terribile. Era lo stesso ragazzo di cui sopra: i bulletti come me, alla fine finiscono isolati. Con molti dei miei compagni di allora, alla fine, sono rimasto anche in buoni rapporti, anche se non posso certo definirli amici. La verità è che forse avevo ben altri problemi, mi ero talmente chiuso in me stesso che ciò che mi succedeva intorno quasi non mi sfiorava. Questa è stata la mia condanna, ma anche la mia salvezza. Oggi ho 33 anni, vengo da 5 anni di terapia per cercare di risolvere i miei problemi anche relazionali. Alle vittime di oggi dico: non abbiate paura. Nella scuola ognuno ha il proprio modo di avvicinarsi agli altri. C'è chi lo fa con violenza, chi lo fa con gentilezza. Chi, come me, cerca addirittura di straniarsi. Alla fine i bulli non sono i più forti, la vera forza la si vede solo alla lunga distanza. Ricordiamoci che l'adolescenza è un percorso ad ostacoli, ma chi l'ha dura la vince. Un abbraccio e un in bocca al lupo a tutte le vittime, di ieri, di oggi e di domani.