
| << La libertà, la reputazione, e il buon nome sono valori di immensa portata per ogni “società di uomini liberi” che deve preoccuparsi di proteggerli>> |
PREMESSO CHE SAREBBE SEMPRE OPPORTUNO RIVOLGERSI AD UN LEGALE, SE AVETE DUBBI POTETE ANCHE RIVOLGERVI ALLE FORZE DELL'ORDINE... Cerchiamo di capirne di più:
Definizione di denuncia Atto con il quale il pubblico ministero o la polizia vengono informati di un fatto che può presentare i caratteri di reato, perseguibile d’ufficio o a seguito di una querela della parte offesa. Finalità della denuncia La denuncia ha la finalità di ottenere una difesa da parte dell’autorità di pubblica sicurezza o di imporre, attraverso l’autorità pubblica, di ottemperare ad un obbligo a cui il terzo non adempie. Reato perseguibile d’ufficio e reato perseguibile a seguito di querela della persona offesa I primi sono perseguibili dall’autorità pubblica anche solo a seguito di comunicazione verbale o scritta, in forma libera (senza cioè formale dichiarazione). I secondi sono una categoria comprendente reati specifici e predeterminati dalla legge penale… e sono perseguibili a seguito di querela della persona offesa. Cos’è una querela? Una querela è una dichiarazione, mediante la quale la persona offesa dal reato manifesta la volontà che si proceda penalmente contro l’autore del reato. La querela deve essere presentata dalla parte offesa o da un suo rappresentante entro tre mesi dal reato al pubblico ministero, al pretore o all’ufficiale di polizia giudiziaria, per iscritto oppure oralmente. Dopo averla presentata, la parte ha comunque la possibilità di rinunciarvi attraverso una dichiarazione firmata. La querela può anche essere ritirata a processo iniziato… ma le spese processuali saranno addebitate al querelante ( colui che sporge denuncia ) a meno che le parti non convengano il contrario. Le conseguenze ( negative e positive ) Per i responsabili delle malefatte ( ragazzi sopra i 14 anni, genitori dei bulli e i professori presenti, nonché dirigenti scolastici ) a danno dei quali avrete sporto denuncia inizierà un processo penale che vedrà loro contro l’autorità dello stato. Voi ne sarete esclusi se non nella parte inquisitoria; vale a dire la fase in cui il PM raccoglie le prove a danno e a favore dell’inquisito, al fine di trarre le sue conclusioni. In questa fase avrete solo la funzione di riferire di informazione di cui venite a conoscenza. Al termine del processo, se ritenuti colpevoli, verrà loro comminata una pena, quella che il giudice riterrà opportuna al caso. Le conseguenze a livello personale sono molto rilevanti e assolutamente da tenere in considerazione. Bisogna parlare di * criminalizzazione del minore * “stress da processo” Ma anche di: * senso di giustizia appagato * fine delle malefatte Criminalizzazione del minore Nel momento in cui il minore viene denunciato, inizia da parte dell’autorità giudiziaria, un insieme di prese di posizione finalizzate alla rieducazione del minore. Non si parla però di una semplice ramanzina. Il giovane si troverebbe di fronte ad un altissimo muro istituzionale che, certo, non scenderà a compromessi né si commuoverà di fronte ai soliti pianti finti e le scuse banali. L’impatto sarà duro… la stessa durezza con cui la vittima ha dovuto avere a che fare quando, sola, è stata picchiata, emarginata, calunniata… uccisa nel profondo dell’animo, inviolabile in una società civile. “Stress da processo” ( problema sentito sia nel processo penale che civile ) Il vero problema di cui ci dobbiamo preoccupare è la pressione che un processo potrebbe causare a tuo figlio. I problemi sono tre: 1 – la pressione psicologica che crea l’idea di essere inseriti in un contesto giudiziario 2 – il tar e le perizie psicologiche 3 – i rapporti con l’ambiente punto 1 Non penso che abbia troppo bisogno di spiegazioni. L’idea che qualcuno stia pensando come imbrogliarti, come raggirare il problema e come passarla liscia direi che è un pensiero che gira per il cervello giorno e notte. Punto 2 Nel caso in cui venga richiesta la conferma di una lesione alla mente ( danno morale, biologico o esistenziale ) saranno necessarie tre perizie: una di uno psicologo di fiducia, l’altra di uno psicologo del tribunale e il terzo dello psicologo della controparte. Ciò significa che il perito della controparte tenderebbe a dimostrare che nulla è accaduto e che il problema non è fuori la vittima, bensì dentro la stessa. Questo comportamento è una grave piaga del processo penale, ma anche un dato di fatto da tenere in considerazione. Punto 3 Sappiamo com’è… tutti sono pronti a denunciare i mali subiti, ma anche a criticare chi prende questa decisione contro coloro che conosciamo. È un comportamento che io non ho mai compreso a pieno, ma è molto frequente. Questo in particolare nella dinamica di bullismo dove tutto è vissuto come un gioco…dove un naso rotto è un errore, un gioco sfuggito di mano. ( cosa orribile ) Per questa ragione… dopo una denuncia è conveniente cambiare scuola. Se la lesione subita vuole una denuncia a parte, si può fare comunque… significa che per quei mesi si terrà particolarmente monitorata la situazione e poi si cambierà istituto. Senso di giustizia appagato Una persona che si sente dire da un’autorità: << tu hai ragione… ti hanno fatto del male e ora verranno puniti >> vede realizzato un sogno, vede stabilizzarsi un equilibrio che è stato violato!! Il minore viene a contatto con la legge, ricreando dentro di sé il senso di legalità che è stato perduto. La causa in questo senso sarebbe benefica! E se poi perdo la causa? Se la causa dovesse essere persa, c’è il rischio di un effetto contrario: una completa sfiducia della giovane verso la giustizia degli uomini ( cosa non auspicabile ) e il malessere interno continuerebbe. Per questa ragione è importante iniziare un processo solo quando si hanno buonissime probabilità di riuscita. Mai si avrà la certezza… ma un’ampia probabilità è necessaria. È molto meglio colpire solo i responsabili principali piuttosto che perdere una causa verso alcuni protagonisti della vicenda “bullismo”. Fine delle malefatte Una denuncia può, a mio parere, portare alla risoluzione delle malefatte, tranne nei casi di particolare pericolosità ( ma sono pochissimi casi “estremi” ). Per una grandissima percentuale, i persecutori di fronte all’autorità e pressati da un potere quale quello dell’uomo in divisa che formalizza il tutto, cedono e fanno un passo indietro. Altre soluzioni diverse dalla denuncia Se pensate che si possa fermare il malfattore anche con altri metodi, potete benissimo far semplicemente richiamare (dai carabinieri o polizia di stato sezione minori ) i ragazzi con i genitori per una ramanzina ( spesso efficace per i casi lievi e di media portata ), oppure, dopo aver raccolto le prove ( registrazioni, tenere i fogli di carta scritti, filmare, testimonianze come lettere di scuse o testimonianze orali ), potete far scrivere dal vostro legale alle famiglie. La scuola si può anche denunciare… poi, però, si deve cambiare istituto. Inoltre… - Per quali colpe si può denunciare una scuola? Per culpa in vigilandum, violazione diritto studio e diritto alla salute - Per quali colpe si può denunciare una famiglia? Per culpa in educandum - Per quali colpe si possono denunciare i ragazzi ? per tutti i reati di cui sono colpevoli, ma solo se sono di età superiore ai 14 anni ( affinché abbiano una parziale capacità di intendere e volere ). CLICCA QUI per prendere visione di alcune sentenze Importante lasciare la scuola Dopo aver denunciato la scuola ritengo sia davvero difficile ricostruire il rapporto di fiducia con i professori, un ambiente buono con i compagni o con il preside! Si da vita ad un sistema che ti è contrapposto e tanto nocivo quanto l’arsenico. Perciò è un imperativo: quando si denuncia si deve lasciare la scuola. Se non si hanno alternative è meglio usare strumenti come lettere di un avvocato protocollate, richiami dai carabinieri per i malfattori o denuncie per le famiglie. Non si deve toccare la scuola, altrimenti il sistema che si crea sarebbe certamente insuperabile per un bambino costretto per 6 o più ore al giorno in quello che sarebbe il suo inferno. Per chi avesse ancora qualche dubbio, io esprimo il mio pensiero. Nel rispetto del vostro dolore, mi permetto di aggiungere alle vostre motivazioni anche alcune delle mie idee. Ma ricordate sempre che questa è una decisione da prendere dopo aver ascoltato sia la vostra mente, sia il vostro cuore... magari anche dopo aver parlato con il vostro medico di base o psicoterapeuta ( laddove ne aveste uno per questa ragione ). Tenete sempre a mente però che l'ultima parola spetta sempre e solo a voi.
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