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ho letto con le lacrime agli occhi le vostre storie, ma da un lato sono contenta che il muro del silenzio e dell'indifferenza si stia incrinando. Anch'io come voi ho subito momenti terribili nella mia infanzia. E per quanto mi ritenga una persona tendenzialmente equilibrata, sono un vero orso (come il mio compagno mi fa spesso notare :)), insomma la verità è che sono quasi sociopatica, riesco ad essere a mio agio con pochissime persone... detta così sembra una cosa terribile, in realtà sono soddisfatta della mia vita, faccio un lavoro che mi piace, mi trovo benissimo con i miei colleghi, ho un compagno paziente che riesce a ridimensionarmi quando comincio a sragionare, ho degli amici. Ma ho difficoltà a stare con gli altri, é folle, ma posso arrivare ad avere le coliche per la tensione dopo una giornata passata con conoscenti. Vabbò, prima che mi prendiate per pazza completa vi racconto la mia storia. Quello che ricordo, perchè in parte credo di averla rimossa. L'elementari... tutto è cominciato da lì... non so nemmeno perchè, cosa è andato storto nella mia socializzazione, ho passato metà della mia vita a cercare di dimenticare, ma alcuni giorni... alcuni giorni non si possono dimenticare. C'era una bambina, la classica bambina perfetta, trecce bionde e occhi azzurri, tutti i maschietti innamorati di lei, tutte le femmine facvano a gara per diventarle amiche.... e questa specie di mostro con le treccine per qualche motivo trovava molto divertente odiarmi e spingere tutti gli altri a prendersi gioco di me. Non avevo amici, anzi non è corretto, avevo due amiche... ma non in pubblico, il doposcuola erano disposte a passare del tempo con me e io sopportavo tutte le loro angherie solo per non essere sola (questo soprattutto all'inizio, devo essere onesta, alla fine diventò con una di queste un vero rapporto di amicizia, anche se forse mai veramente alla pari). Comunque c'è un giorno, in particolare che non potrò mai dimenticare. Era il mio compleanno, un giorno di festa, solo per un giorno ero io la star e tutti mi facevano gli auguri, anche un'altro ragazzo compieva gli anni e fece una festa a casa sua. ricordo una specie di boschetto dove eravamo io e queste due amiche a giocare. il branco mi accerchiò e cominciarono gli insulti... le mie amiche andarono via e mi lasciarono sola. all'inizio cercai di tenere duro rispondendo per le rime, ma dopo poco crollai, io ero una loro erano troppi, cominciai a piangere e loro gioivano della loro vittoria continuando ad offendermi sempre più ostili, sempre più cattivi, cercavo di scappare via ma non me lo permettevano. Alla fine non ricordo più, piangevo così disperatamente da non riuscire a vedere più niente, credo che fu l'altro festeggiato che con la madre venne a "salvarmi"... Ma il peggio doveva ancora venire.... perchè quella non era certo la prima volta anche se fu una delle peggio. Quando venne in mia madre a prendermi le raccontai tutto e lei non mi credette.... ero io che mi immaginavo tutto, non era possibile che una bambina così educata e bella potesse fare una cosa del genere... credo di non essermi mai ripresa da quel giorno e non l'ho mai veramente perdonata per questo.... potevo sopportare la loro cattiveria ma non che la mia famiglia prendesse le loro difese. così ho smesso di parlare, ho passato l'elementari non spiccicando una parola. A casa mangiavo e andavo a letto, se cercavano di parlare con me facevo finta di dormire...a scuola solo una maestra era gentile con me, ma ormai avevo deciso, non avrei più parlato.... in realtà parlavo solo con le mie due amiche (se tali si potevano chiamare). poi ho cominciato a programmare il mio suicidio.... questo non era un atto di rabbia o vendetta, ero abbastanza sicura che non sarebbe fregato a nessuno (ai miei si, ovviamente, ma allora non ne ero affatto sicura). Era un atto consolatorio, sapere che c'era un piano B, una via di uscita ... mi faceva stare meglio e infatti non l'ho mai neanche provato. il mio piano B era la caldaia, allora non c'erano tutti i controlli che ci sono oggi, la caldaia era vecchia e pericolosa, sapevo che non dovevo stare in quella stanza con la finestra chiusa perchè rischiavo di addormentarmi e non risvegliarmi più... ed era questa la mia consolazione, se il dolore fosse stato troppo forte quella era la mia via d'uscita. Comunque adesso sono qui e anche se asociale e sociopatica, tutto sommato sono contenta di me stessa.... qualcosa mi ha salvato..... i miei animali sono stati la mia salvezza. Fortunatamente gli animali in casa mia non sono mai mancati, soprattutto gatti e cani. Adesso non esiste quasi più il randagismo ma allora era diverso e un freddo giorno d'inverno una canina dolce e vecchiotta decise che quella non era una casa poi così male. E per me è stata la salvezza, solo un cane riesce a darti un'amicizia così sincera e affettuosa, solo un cane non ti tradirà mai. si chiamava Titta, vecchia vacca ammuffita la chiamavano i miei compagni, ma che vi aspettavate da gente del genere? forse non era bella, ma aveva due occhi dolci e amorevoli, ascoltava con pazienza tutti i miei sproloqui ed è per lei che poi alla fine in quella stanza non ci sono mai entrata. Adesso ho due cani presi dal canile (e la femmina ha gli stessi occhi dolci), due gatti, uno capitato un giorno e ben deciso a restare e l'altro trovato malato e affamatp sotto un portone. Gli animali mi hanno dato tantissimo e non potrei vivere senza di loro. Ho degli amici, ma non rincorro più le persone, sto benissimo anche da sola. Tempo fa ho incontrato la mia vecchia nemica, ho fatto il possibile per essere gentile e ho cercato di essere il più possibile vaga alle sue domande. Ho incontrato altri di loro, qualcuno mi ha anche offerto un caffè.... sembrano non capire che a me non frega niente se sono passati 25 anni... non voglio aver niente a che fare con loro, se non la cortesia che uno ha per un conoscente. La tipa mi ha anche chiesto l'amicizia su facebook... ho tentennato un po' e glil'ho concessa... poi ci ho ripensato e gliel'ho tolta. Non è una questione di rancori semplicemente non la voglio proprio la sua amicizia.
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