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Ciao a tutti,sono un ragazzo di quasi 25 anni. Fin dalle elementari ho subito atti di bullismo,per me è sempre stato qualcosa di quotidiano (qualcosa di normale!!)tant'è vero che un mio ex compagno di classe scherzava e faceva battutacce nei confronti di mio padre (che mi è mancato quando avevo 6 mesi)e mi umiliava chiamandomi pulcioso. Quando sono passato alle medie ho pensato che ci sarebbe stata una svolta nella mia vita perchè andavo in classe con il mio migliore amico(macchè, sempre peggio). Questo mio amico era molto bravo nei miei confronti ,ma era spesso suscettibile alle prese in giro e alle gelosie dei compagni e quindi veniva spesso alle mani con i suoi compagni. Io in molti casi lo difendevo verbalmente anche in modo plateale e quindi molti bulletti mi presero di mira umiliandomi in tutti i modi,alcuni accusandomi di cose che non ho mai fatto. Alla fine della 2° media questo mio amico si trasferì in un altra città e per me fu un vero trauma e mi chiusi in me stesso e in 3° i bulletti se ne approfittarono di più ,aggiungendosene un altro che inizialmente sembrava inizialmente dalla mia parte e poi è passato dalla loro parte. Il liceo fu per me un trauma ,già da subito mi isolarono (alcuni dei miei compagni mi conoscevano già ,ma facevano finta di non riconoscermi)e due bulletti mi presero di mira uno era del tipo B2(quindi ruffiano con i professori)l'altro era del tipo B3(casinista e buffone se c'era il B2,se non era presente era più tranquillo).La loro primissima vittima fu una ragazza,iniziarono a tormentarla e a rompergli la cartella con le forbici,poi passarono a me umiliandomi con l'ausilio della rappresentante di classe(una vera iena,decideva cosa dovevamo fare e come dovevamo posizionarci con i banchi)cercandomi di umiliarmi in tutti i modi arrivando a tirarmi giù pantaloni. In 2° liceo arrivò un nuovo compagno che era un intimissimo amico dei due bulli(inizialmente con questo ragazzo ero in buoni rapporti perchè amava il metal come me),ma la situazione non cambiava anzi peggiorava perchè diventai compagno di banco del B3 e dietro avevo il B2(un vero inferno il B3 mi tirava dei pugni mentre c'era lezione sotto il comando del B2,inoltre il B2 ordinava al B3 di distruggermi ogni mio oggetto che avevo nell'astuccio).La 3° fu catastrofica anche se il B3 perse l'anno ,al suo posto ne venne un altro ancora più terribile. Quell'anno decisi di vestirmi con un abbigliamento metal perchè ero sotto il controllo del ragazzo che era venuto in 2°,questo ragazzo cercava di farmi il lavaggio del cervello cercando di mettermi contro mia madre(dicendomi che ero succube di mia madre e dovevo ribellarmi da lei)e cercava di convincermi ad andare in determinati locali e al god's of metal(ma ero minorenne),ma mia madre era terrorizzata di tutto ciò. Intanto subivo ancora le angherie del nuovo B3 e del B2,a metà anno il B3 mi prese di forza e mi sbattè sull'attaccapanni perchè disegnai un simbolo politico che a lui non piaceva(in questo caso sbagliai perchè a scuola la politica non deve entrare)i compagni in quel momento erano pochi e quei pochi non fecero niente,anzi se ne infischiarono,anche se la notizia trapelò alla professoressa. L'insegnante mi fermò chiedendomi cosa fosse successo e cercai di sapere chi fosse stato a raccontarle l'accaduto,la professoressa preferì non fare il nome di chi glielo riferì ,dicendo che il testimone voleva rimanere anonimo,(secondo me è un comportamento molto vile,sia dell'anonimo che del docente,sopratutto del docente che non ha preso le difese di chi ha subito un aggressione)alla fine l'insegnante mandò me ,il B2 e il B3 in presidenza,alla fine mi presi pure la colpa come gli altri due bulli(feci un grosso errore a non raccontare l'accaduto al preside,ma avevo paura di una ritorsione di B3 e di una sua eventuale bocciatura,ciò mi sarebbe stato sulla mia coscienza).Oltre alle violenze e alle prese in giro,ero diventato lo zerbino o meglio lo spazzino della classe ,i compagni mi costringevano a buttare la loro carta nel cestino,per la disperazione decisi di non impegnarmi a scuola e quindi fui bocciato(per liberami da questa angusta situazione). L'anno successivo fu un anno tranquillissimo e fui accettato dalla classe e ho dei bei ricordi. La 4° fu drammatica ,mi ritrovai compagno con quel ragazzo che mi faceva il lavaggio del cervello(intanto era stato bocciato),inizialmente lo vedevo come un idolo,ma poi iniziai a capire come andavano veramente le cose,iniziai a pensare in modo diverso da lui e da li cominciarono i contrasti(mi ricordo che se la prese con me perchè chiesi alla professoressa di madrelingua francese ,se il suo voto potesse influire sul mio voto orale di francese),ma la goccia che fece traboccare il vaso fu la verifica di biologia,in quella verifica non copiai ma chiesi ad una mia compagna una sola definizione (perchè non me la ricordavo benissimo).Quando le verifiche furono corrette,l'insegnante mi consegnò il compito in classe e cercai di capire i miei errori,in quel compito il professore trovò una definizione sbagliata (che non era quella che mi aveva suggerito la mia compagna di classe)dicendomi che ho copiato la verifica,io ingenuamente gli dissi testualmente “forse hanno copiato gli altri”(in quella verifica tutti i miei ex compagni copiarono).La vicenda alla fine arrivò ai miei compagni che mi accusarono e il primo di tutti fu quello che cercava di farmi il lavaggio del cervello ,raccontando calunnie nei miei confronti così inasprendo la situazione. La situazione si complicò in gita a causa delle provocazioni di B2 ,che voleva divertirsi sulla tensione esistente tra me e l'altro ragazzo e alla fine c'è riuscito ,io lo spintonai e il ragazzo mi diede un ceffone,per il B2 fu un modo per divertirsi e per l'altro fu un modo per accusarmi e sparare a zero su di me(andando in giro a dire che ero pazzo). La 5° fu un po' più tranquilla anche se mi ritrovai in classe il B2(che fu bocciato in 5° un anno prima) che cercava di rompermi sempre le scatole prendendomi in giro e dicendo che avevo tendenze omosessuali e su cose più intime. Dopo il liceo ho deciso di fare l'università,dopo qualche anno di università in estate trovai un lavoro in pizzeria(anche se sono un po' pigro ,vedevo questo lavoretto estivo come una svolta,ma ben presto mi sono dovuto ricredere),i padroni erano a posto,ma non era così per il pizzaiolo la sua ragazza che era cameriera. La prima volta che mi presentai al pizzaiolo ricevetti un avviso che era una minaccia di morte e mi intimava di non provarci con la sua ragazza se no mi avrebbe ammazzato. Dopo qualche giorno di lavoro parlai con la sua fidanzata ,ma in modo amichevole,lui poco dopo cercò di intimorirmi stando vicino a me per mezz'ora e alla fine dicendomi che mi avrebbe aspettato di fuori e mi avrebbe ammazzato. Intanto seppi che questo ragazzo ebbe grossi problemi legali,intanto ero intimorito dal suo sguardo pieno di odio e di rabbia nei miei confronti e spesso abbassavo lo sguardo per non vederlo. I rapporti con la sua ragazza non erano tanto migliori, lei spesso mi trattava come un imbecille o alzava la voce con arroganza(ero molto imbranato come cameriere ,ma avevo molto paura sia di lei che di lui).Grazie a Dio ne sono uscito fuori da questa situazione, ma ne sono ancora molto provato da tutto quello che è successo in questi anni, mi sto chiudendo in me stesso ,ho paura degli altri e paura di lavorare in presenza di persone(ho paura di guardare le persone negli occhi,ma pochi mi comprendono).
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