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Sono stato vittima di bullismo quando facevo la terza media...E' passato tanto tempo ormai (oggi ho 40 anni), ma ancora adesso mi torna in mente quel periodo: si tratta di un'esperienza che ha lasciato il segno. Una certa timidezza, una difficoltà di inserimento in contesti nuovi e a relazionarmi con gli altri, io credo che me le porto avanti da quei tempi... C'erano tre-quattro ragazzi che mi avevano preso di mira: io ero il piccoletto della classe (sono cresciuto verso i 15-16 anni), a 13-14 anni ero molto piccolo di statura e inoltre ero (e sono ancora) scuro di carnagione; sembravo un piccolo magrebino e questo bastava per farmi diventare bersaglio di scherno e di violenze... A parte le prese in giro e gli insulti, ma questi tre-quattro ragazzi praticamente ogni giorno mi picchiavano, mi sputavano addosso, mi rompevano le cose: penne, matite, righelli, compassi... Mi stracciavano i libri e i quaderni, mi rubavano la merenda e qualche volta anche soldi (per fortuna ne avevo pochi)... L'ultimo anno delle medie fu un vero inferno per me. Le violenze accadevano sia in classe sia fuori, nei corridoi, nei bagni, ma anche all'esterno, nelle vicinanze della scuola, dove mi rincorrevano, mi sputavano addosso l'acqua con cui si erano riempiti la bocca prima di uscire da scuola... Una volta mi spinsero in una buca dove stavano facendo dei lavori di manutenzione della strada e poi si divertirono a tenermi dentro, sputandomi e tirandomi calci dall'alto... Tutta la classe e anche i ragazzi di altre classi sapevano e vedevano, ma nessuno mi aiutava. Alcuni, anzi, assistevano divertiti alle violenze che subivo; altri, la maggior parte, erano indifferenti. Solo alcune ragazzine si dimostrarono dispiaciute e mi dissero che dovevo reagire o meglio ancora denunciare tutto ai professori... Ma il fatto è che io provavo un grande senso di vergogna...Tendevo io stesso a rimuovere la cosa e a minimizzare tutto...Soprattutto avevo il terrore che venissero a saperlo i miei genitori: mi vergognavo troppo. Anche alcuni professori vedevano, perché spesso le violenze accadevano sotto i loro occhi; ma sottovalutavano, si limitavano a gridare un po', pensavano che fossero le solite "ragazzate"... La professoressa di Educazione musicale, ad esempio, era incapace di governare la classe e durante la sua ora succedeva di tutto... Per me l'ora di Musica era un incubo. Venivano i tre bulli, qualche volta anche quattro (erano due veri e propri bulletti, più altri due che facevano da spalla), iniziavano a rompermi le cose, mi buttavano tutto per terra, mi rovesciavano il banco, giocavano a calcio con il mio zaino... Oppure mi trascinavano nell'armadio dell'aula e mi tenevano chiuso dentro per diversi minuti. Oppure, ancora, mi toglievano le scarpe e mi costringevano a stare scalzo per tutta l'ora, mentre loro si lanciavano le mie scarpe da una parte all'altra dell'aula... Mi sottoponevano anche a certe violenze a sfondo vagamente sessuale: mi immobilizzavano a terra o piegato su un banco, poi prendevano un oggetto accuminato, di solito un ombrello o il compasso della lavagna, e me lo premevano nel sedere e contro i testicoli...Erano violenze più umilianti che dolorose. La professoressa, gridava e gridava, ma non faceva nulla di concreto. Magari loro si calmavano un po' e dopo qualche minuto riprendevano. Solo una volta scrisse una nota sul registro di classe: "Gli alunni x, y e z costringono a piccole violenze l'alunno s..." Il risultato fu che quando la professoressa di lettere, che era la capoclasse, l'insegnante più importante, lesse questa nota ad alta voce e volle sapere cos'era successo, tutta la classe scoppiò a ridere e io dissi che non era successo nulla, che si stava solo giocando...Così la prof ci fece una ramanzina a tutti e quattro, mettendoci sullo stesso piano... Le ore di ginnastica forse erano ancora peggiori. Negli spogliatoi mi picchiavano di più, mi mettevano la testa sotto il rubinetto e una volta mi spinsero sotto la doccia vestito... Io non ce la facevo proprio a reagire...Mi sentivo troppo piccolo, debole, ma anche incapace, stupido, avevo perso il rispetto per me stesso, pensavo di non valere nulla... E mi isolavo sempre di più. La mia preoccupazione era solo quella di non piangere: e infatti pochissime volte ho pianto davanti a loro... A casa, incredibilmente, non si accorsero di nulla (nemmeno oggi nessuno lo sa). Io ero molto bravo a nascondere tutto. Ma il fatto è che nelle materie, in terza media, iniziai ad andare male, mentre nei primi due anni ero stato molto bravo. Non avevo più voglia di studiare e di andare a scuola, non riuscivo a concentrarmi... Nessuno riusciva a spiegarsi il motivo del mio calo nel profitto. I miei genitori mi sgridavano ogni tanto, ma non approfondirono mai la cosa, lasciarono perdere. E così anche i professori. Io tenni duro e quel brutto anno passò. Poi alle superiori sono cresciuto fisicamente e non ho più avuto problemi di questo genere. Ora faccio una vita normale, ma sono molto pentito di aver subito così. Avrei dovuto reagire. Quella volta, però, non c'era l'attenzione che c'è adesso per il problema. Non esisteva nemmeno il termine "bullismo" e non se ne parlava mai. Oggi, forse, dico forse, è un po' più facile reagire. Vorrei dire a tutti i ragazzini e alle ragazzine che si trovano in queste brutte situazioni che devono aver coraggio...Non devono sentirsi soli e devono superare il senso di vergogna. Non bisogna vergognarsi, perché non si ha nessuna colpa! Confidatevi con una persona, possibilmente un adulto disposto ad aiutarvi (non necessariamente i genitori) e vedrete che il problema, che sembrava insormontabile, si risolverà. M.
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